Archivio editoriale · Una mappa, non una classifica
Le storie
lasciano tracce.
Qui convivono vite personali e vite incontrate, città, desiderio, memoria e domande che continuano a cambiare forma. Alcuni testi sono porte d’ingresso. Altri sono stanze laterali. Non devono avere tutti lo stesso peso per appartenere alla stessa casa.
Il diritto di… è il percorso che tiene insieme molte di queste pagine. Non siamo obbligati a restare uguali è una delle sue porte principali.
Storie
I sogni che ti inseguono
Ci insegnano a inseguire i nostri sogni. Nessuno ci dice cosa fare quando sono loro a non volerci lasciare andare.
↗No Drama, Please
Dire che qualcosa ci ha ferito non significa essere il problema.
↗Hai mangiato?
A volte l’affetto insiste. A volte lascia spazio. Il difficile è riconoscerlo quando non parla la nostra lingua.
↗Behind the Wall
A volte non dobbiamo abbattere una difesa per riuscire ad avvicinarci.
↗Il locale che non stavo cercando
Il riscatto non fu avere successo. Fu scoprire che potevo fidarmi di me.
↗Earl’s Court, prima che Londra diventasse gentile
Cambiare un quartiere è inevitabile. Cancellare chi gli ha dato identità non dovrebbe esserlo.
↗Il matrimonio che sua madre non saprà
È possibile continuare ad amare qualcuno e smettere di consegnargli le parti più fragili della propria felicità.
↗Le Olimpiadi delle app
Ho smesso di fare provini. E di scambiare l’educazione per un obbligo.
↗Le cose che restano accese
Ci sono luci che restano accese anche quando abbiamo deciso di non tornare indietro.
↗Tracce
Anche il preventivo ha la bandiera
Quando il bisogno di essere accettati diventa un’occasione di vendita.
↗Il lasciapassare
Non siamo obbligati a desiderare tutti. Ma chi abbiamo deciso che può entrare?
↗Marco non esiste. Ma ha degli abbonati.
Un uomo di Roma. Centotrentacinque chili. Giocatore di rugby. Ha followers, contenuti a pagamento e un solo particolare: non esiste.
↗L’algoritmo fumava
Prima di Spotify e TikTok, il successo veniva già misurato. Solo che il dato aveva un corpo: ballava, comprava dischi, cambiava stazione.
↗Prima dell’algoritmo, qualcuno doveva credere in te
Dal videoclip come investimento al talento registrato in camera da letto: cosa è cambiato quando il pop ha smesso di aspettare un produttore e ha iniziato a inseguire una metrica.
↗Non ti vogliamo
A volte bastano quattro ragazzi, una bicicletta e qualcuno che non dice niente.
↗Io, te e Technogym
Quando prendersi cura del corpo diventa un modo per sentirsi ammessi.
↗Ancora capace di amare
A volte un sogno non ci restituisce una persona. Ci ricorda soltanto che una parte di noi è ancora lì.
↗Abbiamo paura di perdere tempo
Così abbiamo smesso di darne alle persone.
↗Cosa chiediamo quando mettiamo un cuore
Un gesto che dura meno di un secondo può contenere molto più di un semplice “mi piace”.
↗Il diritto di essere un po’ narcisisti
Scriviamo per capire noi stessi. Pubblichiamo perché speriamo che qualcosa arrivi agli altri. E forse non c’è niente di male nel volere entrambe le cose.
↗Non siamo obbligati a restare uguali
Il personaggio deve essere coerente. La persona no.
↗Mi conosci da sempre. Ma mi conosci davvero?
Conoscere qualcuno da molto tempo non significa sapere chi è oggi.
↗Il prezzo della fama
Nel 1978 il diavolo prometteva la fama. Oggi probabilmente offrirebbe visibilità.
↗Il ritorno evitabile
Non ogni ritorno è una seconda possibilità. Qualche volta è soltanto una replica con luci migliori.
↗Ti mando il mio PayPal
Quando qualcuno decide che dovresti desiderarlo ancora prima che tu abbia deciso di guardare.
↗La giuria invisibile
Il dovere di performare. Il diritto di abitarsi.
↗Quanto cambiamo quando qualcuno ci guarda?
Basta uno sguardo, a volte, per trasformarci nella versione di noi che pensiamo debba essere vista.
↗La solitudine non è sempre stare da soli
Il dovere di essere grati. Il diritto di riconoscere ciò che non ci fa bene.
↗Non sei invisibile. Hai smesso di fare provini.
Il dovere di piacere. Il diritto di scegliere.
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