Cinque minuti fa, un uomo di quarantun anni mi ha scritto su un’app:

«Ti mando il mio PayPal, se vuoi vedermi nudo sul letto mentre mi tocco.»

Non ciao.

Non come stai.

Non una battuta mediocre da perdonare in nome della buona volontà.

Direttamente PayPal.

Per qualche secondo ho pensato che forse ci fosse un extra incluso.

Un elefante che suona il trombone, per esempio.

Quello avrebbe avuto un suo mercato.

Ma un uomo nudo su un letto?

Internet mi sembra già abbastanza fornito.

Non ho nulla contro chi vende contenuti erotici.

E neanche contro chi li compra.

Due adulti fanno quello che vogliono.

La cosa che mi ha colpito non era la vendita.

Era la sicurezza.

Come se il fatto di essere più giovane di me rendesse automaticamente il suo corpo interessante per me.

Non mi stava chiedendo se lo desideravo. Sembrava averlo già deciso.

Io sessantuno.

Lui quarantuno.

Forse nella sua testa quei vent’anni trasformavano la nudità in un servizio premium.

Io, pensionato del desiderio, pronto a tirare fuori la carta al primo addominale disponibile.

L’idea mi ha fatto ridere.

Perché il desiderio non funziona così.

Essere desiderati non è un titolo

Sulle app sembra facile confondere le cose.

Più giovane.

Più bello.

Più muscoloso.

Più richiesto.

E piano piano “mi desiderano” può diventare “valgo di più”.

Ma non è la stessa cosa.

Il fatto che qualcuno paghi per vederti non dice quanto vali.

E vale anche il contrario.

Se qualcuno non ti guarda, non ti sceglie o non ti desidera, non ti ha tolto valore.

Ha solo fatto una scelta.

La rarità non è più la nudità

Vedere un corpo oggi non è difficile.

I corpi sono ovunque.

Social, app, video, pubblicità.

A volte arrivano sul telefono prima del caffè, senza neanche presentarsi.

Quindi no, la rarità non è la nudità.

La rarità è la presenza.

Una voce.

Una conversazione che non sembri un modulo.

Un modo di guardare.

Qualcuno che ti faccia venire voglia di restare cinque minuti in più.

Un corpo può attirare l’attenzione.

Ma non basta sempre a tenersela.

Forse per questo la proposta non mi ha scandalizzato.

Mi ha annoiato.

Era troppo convinta che vedere fosse già desiderare.

Il diritto di non sentirsi fortunati

C’è una cosa che con gli anni mi piace sempre di più.

Non sentirmi obbligato a essere grato solo perché qualcuno mi trova interessante.

Anche se è più giovane.

Anche se è molto bello.

Anche se sulla carta dovrei pensare: wow, che fortuna.

Posso scegliere anch’io.

Essere scelti non ci toglie il diritto di scegliere.

Gli ho detto di no.

Senza prediche.

Senza indignazione.

Senza spiegargli che Internet possiede già una discreta quantità di uomini nudi.

La sua offerta non mi interessava.

Tutto qui.

E forse è questa la parte più semplice della storia.

Non tutto ciò che gli altri considerano prezioso deve esserlo anche per noi.

Nemmeno quando arriva con un link PayPal.

Continua: Il diritto di…
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