POP MEMORY
Pop Memory
La cultura pop non era evasione. Era il luogo dove il futuro provava i suoi costumi di scena.
Non scrivo da critico musicale. Scrivo da qualcuno che ha visto il pop smettere di essere soltanto spettacolo e diventare previsione.
Pop Memory osserva canzoni, videoclip, icone, corpi e personaggi come segnali anticipati del presente: identità come performance, fama come costruzione, desiderio come strategia, reinvenzione continua.
Gli anni Settanta, Ottanta e Novanta non sono stati soltanto decenni di stile. Sono stati una zona di transizione feroce, imperfetta, spesso più umana di quanto il presente sappia concedersi. Oggi molte di quelle forme ritornano, ma spesso più fredde, più calcolate, più compatibili con l’algoritmo.
MOREL non guarda indietro per dire che ieri fosse meglio. Guarda indietro per capire cosa il presente ha ereditato, cosa ha tradotto male, e cosa continua a ripetere senza ricordarsi da dove viene.
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